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	<description>Vivere meglio: Alimentazione, Benessere, Fitness, Psicologia</description>
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		<title>Farfalle con le melanzane</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.sa Lucia Palmieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti per 4 persone: 350 gr di farfalle 500 gr di melanzane 450 gr di pomodori pelati 2 spicchi di aglio 1 mazzetto di basilico 80 gr di parmigiano grattugiato 1/2 dl di olio extravergine sale Procedimento: Affettate le melanzane e cospargete di sale. Lasciatele su un tagliere inclinato per circa 2 ore, perché perdano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ingredienti per 4 persone:</strong></p>
<p>350 gr di farfalle</p>
<p>500 gr di melanzane</p>
<p>450 gr di pomodori pelati</p>
<p>2 spicchi di aglio</p>
<p>1 mazzetto di basilico</p>
<p>80 gr di parmigiano grattugiato</p>
<p>1/2 dl di olio extravergine</p>
<p>sale</p>
<p><strong>Procedimento:</strong></p>
<p><strong></strong>Affettate le melanzane e cospargete di sale. Lasciatele su un tagliere inclinato per circa 2 ore, perché perdano l&#8217;acqua amarognola, poi asciugatele.  Friggetele in olio extravergine ben caldo, scolatele e asciugatele con carta assorbente da cucina.</p>
<p>Filtrate l&#8217;olio di cottura delle melanzane e versatelo in una casseruola. Unitevi l&#8217;aglio, schiacciatelo e fatelo rosolare. Quando sarà ben dorato, unite i pomodori e salate. Tritate il basilico e agiungetelo alla salsa. Coprite e fate cuocere per circa 30 minuti, al termine aggiungete le melanzane.</p>
<p>Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata. Non appena avrà raggiunto un bollore deciso, lessatevi al dente le farfalle. Scolatele, conditele con la salsa e spolverizzate con parmigiano.</p>
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		<title>Come  far consumare più frutta?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione corretta]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>

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		<description><![CDATA[Occhio vede, bocca mangia&#8230;.spesso è automatico. Vale per le merendine, per gli snacks dolci o salati e&#8230;. vale anche per la frutta:  se la si tiene a portata di mano se ne consuma di più&#8230;.. A spiegarlo, una ricerca della St. Bonaventure University (di Olean, USA), diretta dai dottori Gregory Privitera e HeatherCreary e pubblicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://farm3.staticflickr.com/2670/3959321784_b0e417f7ed_n.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm3.staticflickr.com/2670/3959321784_b0e417f7ed_n.jpg" alt="" width="320" height="166" /></a>Occhio vede, bocca mangia&#8230;.spesso è automatico. Vale per le merendine, per gli snacks dolci o salati e&#8230;. vale anche per la frutta:  se la si tiene a portata di mano se ne consuma di più&#8230;..<span id="more-562"></span></p>
<p align="justify">A spiegarlo, una ricerca della St. Bonaventure University (di Olean, USA), diretta dai dottori Gregory Privitera e HeatherCreary e pubblicata su &#8220;Environment and Behaviour&#8221;.</p>
<p align="justify">Gli scienziati hanno iniziato selezionando 96 volontari, studenti della locale università. Dopodichè, davanti al campione, hanno preso confezioni di frutta e verdura, mele e carote affettate, le hanno spacchettate e le hanno poste nei contenitori, sia trasparenti che opachi e sia a portata di mano che a due metri di distanza. Dopodichè, i volontari sono stati lasciati soli, per servirsi in libertà.</p>
<p align="justify">In base all&#8217;osservazione, durata 10 minuti, il consumo era influenzato da distanza e visibilità. Detto altrimenti, mele e carote venivano mangiate più spesso se poste in contenitori vicini e trasparenti. Inoltre, tra le due, erano le mele ad essere scelte più spesso.</p>
<p align="justify">Per Privitera e colleghi, questo avveniva a causa dello zucchero: presente nelle mele (ma non nelle carote) questo attiva alcune regioni del cervello, spingendo ad una ricerca più decisa.</p>
<p>Comunque sia, gli esperti consigliano di dotarsi di portavivande che lascino frutta e verdura ben visibili e di posizionarli a portata di mano. In questo modo, frutta e verdura (parte essenziale della dieta sana) saranno amate maggiormente.<br />
<small></small></p>
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		<title>Obesità e diabete !</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 09:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.sa Lucia Palmieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[obsità]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome metabolica]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ possibile non ingrassare pur mangiando di più e muovendosi di meno? E’ possibile evitare non solo l’obesità, ma anche le sue conseguenze – per esempio, alti livelli di colesterolo e trigliceridi – senza ricorrere a dieta ed esercizio? Un articolo pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista Cell Metabolism dimostra che farmaci che consentano di realizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E’ possibile non ingrassare pur mangiando di più e muovendosi di meno?</strong> E’ possibile evitare non solo l’obesità, ma anche le sue conseguenze – per esempio, alti livelli di colesterolo e trigliceridi – senza ricorrere a dieta ed esercizio? <span id="more-568"></span>Un articolo pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista <em>Cell Metabolism </em>dimostra che farmaci che consentano di realizzare questo obbiettivo, per quanto ancora lontani, potrebbero essere un giorno realizzabili.</p>
<p><strong>L’articolo, intitolato “Brain 2-AG signaling controls energy metabolism</strong>”, è stato coordinato dal prof. Daniele Piomelli, a capo del Dipartimento D3 dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ed è il frutto della collaborazione internazionale tra gruppi di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia, dell’Università della California Irvine e della Yale University.</p>
<p>Il nostro cervello produce dei neurotrasmettitori, chiamati endocannabinoidi, che agiscono colpendo gli stessi bersagli cellulari attivati dalla marijuana (in latino, Cannabis).</p>
<p>Lo studio dimostra che una di tali sostanze, il 2-arachidonil-sn-glicerolo (2-AG), svolge un ruolo di primaria importanza nella regolazione del metabolismo periferico. I ricercatori hanno scoperto infatti che il 2-AG controlla i circuiti cerebrali che aiutano a conservare energia corporea favorendo l’accumulazione di ‘grasso bruno’ – un tipo di grasso che viene utilizzato per generare calore.</p>
<p><strong>I ricercatori hanno modificato le cellule nervose in topi da laboratorio </strong>in maniera tale da far loro produrre quantità elevate di una proteina che distrugge il 2-AG. A causa di questa manipolazione genetica, i livelli cerebrali di 2-AG nei topi mutanti sono circa la metà di quelli normali.</p>
<p>Ciò riduce fortemente la capacità del 2-AG ad esercitare i propri effetti di regolazione di vari circuiti cerebrali, producendo una serie di effetti di primaria importanza sul mantenimento del peso corporeo ed il consumo delle calorie ingerite. I topi mutanti mangiano più dei topi normali e si muovono di meno di essi. Eppure non ingrassano anche se esposti ad una dieta alimentare molto ricca di grassi, e non mostrano conseguenze tipiche dell’obesità quali elevata trigliceridemia e perdita di sensitività all’insulina.</p>
<p>I<strong> ricercatori hanno scoperto che queste caratteristiche</strong> sono dovute al fatto che nei topi mutanti il grasso bruno consuma più calorie (cioè brucia più grassi) che nei topi normali. Ciò dimostra che il 2-AG cerebrale controlla la capacità del corpo ad immagazzinare energia e produrre calore.</p>
<p>&#8220;Questo studio – afferma il prof. Daniele Piomelli – apre la strada alla ricerca di nuove molecole capaci di combattere quelle che rappresentano alcune tra le patologie che, oggi, nei paesi industrializzati generano tra i più alti costi sociali e sanitari.</p>
<p>Basta pensare che, in Italia, le patologie che fanno parte della Sindrome Metabolica colpiscono circa 14 milioni di persone, con un continuo incremento anche nei bambini e negli adolescenti. Poter limitare gli effetti causati da un apporto troppo elevato di cibi grassi e dalla sedentarietà, cioè quelle cattive abitudini che caratterizzano sempre di più la nostra società, rappresenta un grandissimo passo avanti non solo in termini di salute privata e pubblica, ma anche in termini economici per i sistemi sanitari a livello globale&#8221;.</p>
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		<title>gabbie più grandi per le galline</title>
		<link>http://www.stilesano.it/2012/03/07/gabbie-piu-grandi-per-le-galline/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 11:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.sa Lucia Palmieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è sempre una notizia buona e una brutta, o meglio c&#8217;è sempre un rovescio della medaglia La buona notizia. Dal primo gennaio nell’Ue sono state bandite le gabbie da batteria per le galline ovaiole: trappole da uno spazio pari a un quadrato di 23,5 centimetri di lato per esemplare. A dire il vero, le gabbie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è sempre una notizia buona e una brutta, o meglio c&#8217;è sempre un rovescio della medaglia La buona notizia.</p>
<p>Dal primo gennaio nell’Ue sono state bandite le gabbie da batteria per le galline ovaiole: trappole da uno spazio pari a un quadrato di 23,5 centimetri di lato per esemplare. <span id="more-558"></span>A dire il vero, le gabbie non sono state abolite, ma solamente ampliate pari a un quadrato con lato di 45 centimetri e devono contenere nido per deporre le uova, posatoio largo almeno 15 centimetri e lettiera per razzolare. Comunque meglio di niente, anche se non tutti i Paesi Ue si sono adeguati, come l’Italia (e ti pareva). Siamo però in buona compagnia: Francia, Spagna, Polonia, Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia, Olanda, Portogallo e Romania rischiano tutte procedure d’infrazione da parte dell’Ue.</p>
<p>A parte queste premesse, c’è stata una cauta soddisfazione da parte delle organizzazioni ambientaliste e per il benessere animale e coloro che combattono i metodi di allevamento industriale.</p>
<p>Ora arriviamo alla brutta notizia.</p>
<p>A causa del nuovo regolamento, le spese di adeguamento affrontate dai produttori ha fatto sì che i prezzi delle uova quadruplicassero. Inoltre il costo delle preparazioni per l’industria (uova in polvere, sciroppi, concentrati ecc.) è aumentato del 70%. Molte industrie produttrici di snack, merendine, torte, biscotti&#8230; hanno affermato che ricorreranno a prodotti derivati dalle uova di provenienza extraeuropea come Messico, Brasile, India.</p>
<p>In teoria ciò sarebbe illegale, ma alcune industrie lo hanno dichiarato bellamente al quotidiano The Guardian. A prova che in un mondo globalizzato, anche provvedimenti a livello continentale sono facilmente aggirabili. E ancora, si stima che quest’anno la produzione di uova in Europa calerà del 5%. Quindi sempre più si ricorrerà all’importazione.</p>
<p>Infatti molti produttori non sono stati in grado di affrontare le spese di adeguamento alla nuova direttiva Ue. Come in Spagna, dove si stanno macellando le galline ovaiole con il risultato che il Paese iberico da esportatore è diventato importatore di uova.</p>
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		<title>progetto: Frutta nelle scuole ?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 08:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.sa Lucia Palmieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibi]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrire i bambini]]></category>
		<category><![CDATA[frutta nelle scuole]]></category>
		<category><![CDATA[progetto educazione alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è qualcosa che non va nel programma “Frutta nelle scuole – Nutrirsi bene, un insegnamento di frutta” coordinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF). In rete iniziano ad emergere alcuni dubbi da parte di genitori ed insegnanti sulla utilità del progetto, almeno nei modi con cui è stato portato avanti fino ad ora. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è qualcosa che non va nel programma “Frutta nelle scuole – Nutrirsi bene, un insegnamento di frutta” coordinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF).<span id="more-550"></span> In rete iniziano ad emergere alcuni dubbi da parte di genitori ed insegnanti sulla utilità del progetto, almeno nei modi con cui è stato portato avanti fino ad ora. E arrivano le testimonianze, eccone alcune:dalla frutta ammaccata, alle proposte poco adatte, non dimentichiamo che vengono proposti anche ortaggi a merenda, fino al problema degli imballaggi.</p>
<p>Una idea ottima, favorire il consumo della frutta a scuola invece di snacks dolci e salati, si è trasformata quindi in un aumento della distribuzione di plastica e imballaggi che accompagnano i prodotti. Nonostante nelle premesse si sia parlato di privilegiare frutta locale, non sembra che questo sia accaduto. E così succede che i genitori segnalino l’arrivo in Trentino di mele dalla Emilia Romagna. Probabilmente questo è accaduto poichè “come buona parte dei progetti portati avanti a livello europeo, il progetto ha portato ad appalti per chi si è aggiudicato la commessa (il progetto è finanziato solo per la parte italiana con oltre 25 milioni di euro).</p>
<p>Nel 2010, in seguito al bando di gara del Mipaf in cinque lotti, (1: Piemonte – Valle D’Aosta – Lombardia; 2: Bolzano – Trento – Veneto – Friuli Venezia Giulia – Emilia Romagna; 3: Liguria – Toscana – Umbria – Lazio – Sardegna; 4: Abruzzo – Molise – Campania – Marche; 5: Puglia – Basilicata – Sicilia – Calabria), due erano stati vinti dalla cooperativa Apofruit di Cesena. Coinvolti 325 mila ragazzi di 1.700 scuole in 10 regioni italiane. Vedremo come è andata in seguito. Qui è pubblicata l’aggiudicazione delle offerte per la distribuzione 2010/11 Di altri problemi ha parlato anche il rappresentante della Commissione europea Lars Hoelgaard diversi mesi fa. Nel primo anno scolastico (2009-2010), è stato speso appena un terzo del budget messo a disposizione dall’UE. Perché non ha funzionato?</p>
<p>Sui 90 milioni a disposizione, solo 33 sono stati spesi: la prima ragione è che si tratta di un progetto co-finanziato: vuol dire che lo Stato, o le autorità locali, devono metterci una parte di risorse, e non tutti hanno reputato opportuno stanziare fondi sul progetto. In Germania, per esempio, solo 7 Lander (regioni) su 16 hanno partecipato. Ci sono stati anche problemi di natura burocratica: troppe pratiche amministrative richieste per accedere ai fondi. La Commissione ha già semplificato le procedure per gli anni successivi. Tornando al progetto del MIpaaf, se foste stati voi a decidere come investire i fondi del ministero cosa avreste pianificato? per dire, li avreste destinati ad un concorso fotografico come “Tutti pazzi per la frutta!” e ad una mostra? E’ questo il modo migliore per sensibilizzare sulla importanza della frutta nell’alimentazione umana?</p>
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		<title>Le ciliegie e la dieta&#8230;.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 09:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.sa Lucia Palmieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[ciliegie]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>

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		<description><![CDATA[Depurative, dietetiche, ideali per dimagrire e in particolare per mettere un freno al grasso addominale associato alle malattie cardiache. Le ciliegie hanno poche calorie e sono uno spuntino ideale durante i mesi estivi per contrastare l’eccessiva sudorazione a causa delle temperature più alte. La notevole quantità di acqua che contengono – l’86% – ne fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4099/4875440869_67bd795c15_m.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4875440869_67bd795c15_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Depurative, dietetiche, ideali per dimagrire e in particolare per mettere un freno al grasso addominale associato alle <a href="http://www.staibene.it/sb_articolo.asp?id=213071&amp;newarc=1"><strong>malattie cardiache</strong></a>. Le ciliegie hanno poche calorie e sono uno spuntino ideale durante i mesi estivi</p>
<p><span id="more-542"></span> per contrastare l’eccessiva sudorazione a causa delle temperature più alte. La notevole quantità di acqua che contengono – l’86% – ne fa un ottimo diuretico naturale. Non solo. Se consumate come <a href="http://staibene.libero.it/articolo_snack_spuntino_merenda_dieta_bilancia_calorie_789__2.html"><strong>spezza-fame</strong></a> a metà mattina o a metà pomeriggio  eviteranno che arriviate con troppo appetito al pranzo o alla cena. Vediamo tutti i <a href="http://staibene.libero.it/articolo_fragole-ciliegie-dieta_216913__1.html"><strong>vantaggi per la dieta</strong></a> e la salute.</p>
<p><strong>Alleate della dieta</strong><br />
Perché è bene inserire le ciliegie nella dieta soprattutto in questo periodo in cui arrivano a maturazione? Perché sono ricche di potassio – un sale minerale che fa bene ai muscoli perché contrasta i cali di energia e la stanchezza psicofisica – e aiutano a ripartire alla grande.<br />
Per non eccedere con le calorie calcolate che 100 g equivalgono a 38 calorie. La quantità ideale è di circa 20 ciliegie (150 g circa). Per uno snack anticellulite potete preparare un <a href="http://www.staibene.it/sb_ricette.asp?id=1204&amp;AREA=alimentazione"><strong>frullato di ciliegie</strong></a>. Non esagerate per evitare di far salire la glicemia e i fastidiosi gonfiori addominali perché gli zuccheri fermentano prima nello stomaco e poi nell’intestino. Ecco perché è sempre meglio non mangiarle subito dopo il pasto.</p>
<p><strong><a href="http://farm4.static.flickr.com/3059/2585797227_c87ee24eee_m.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3059/2585797227_c87ee24eee_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Perché fanno bene alla salute</strong><br />
Al recente meeting annuale Experimental Biology, sono stati presentati tre nuovi studi (nelle università dell’Arizona e Michigan negli Usa e nei laboratori di Brunswick in Germania) che evidenziano gli effetti benefici della ciliegia.<br />
I ricercatori dell’Università dell’Arizona hanno scoperto che bere 240 ml di succo di ciliegia al giorno per quattro settimane riduce le infiammazioni. La ricerca è stata condotta su 10 adulti sovrappeso e obesi, che hanno mostrato anche un abbassamento degli acidi urici e dei <a href="http://staibene.libero.it/articolo_trigliceridi-colesterolo-valori-a-rischio_224665__1.html"><strong> trigliceridi</strong></a>. Non solo. Un’ulteriore conferma arriva da Brunswik. I ricercatori hanno condotto una ricerca di laboratorio sui topi in cui si è dimostrato che una dieta a base di estratti di ciliegia ha permesso di ridurre del 36% i valori della proteina C reattiva, una “spia” di infezioni e stati infiammatori in corso, e del 26% il colesterolo.<br />
Altre proprietà delle ciliegie? Contribuiscono a tenere pulite le arterie, regolarizzano l’intestino, contrastano la formazione di radicali liberi (le scorie prodotte naturalmente dal nostro organismo) e rallentano quindi l’invecchiamento. Sono anche depurative, disintossicanti e antisettiche.</p>
<p><strong>Come conservarle</strong><br />
Considerate che le ciliegie non proseguono la maturazione dopo il raccolto, quindi acquistatele fresche e mature al punto giusto e poi conservatele in una busta di carta e non in quella di plastica. Meglio non metterle nel frigorifero perché sono sensibili al freddo.</p>
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		<title>Mulino Bianco e la frutta !</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 18:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.sa Lucia Palmieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrire i bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[fullati]]></category>
		<category><![CDATA[snacks]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo i frullati, Mulino Bianco ha creato una nuova versione di snack, chiamata Frutta al cucchiaio e proposta in tre versioni: mela, banana e pera; lampone, mirtillo e fragola; pesca e albicocca. Si tratta di purea e pezzi di frutta in coppetta, con tanto di cucchiaino, senza zuccheri, coloranti o conservanti. L’unico arricchimento è costituito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3130/2480587587_d2f0650970_m.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3130/2480587587_d2f0650970_m.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Dopo i frullati, Mulino Bianco ha creato una nuova versione di snack, chiamata Frutta al cucchiaio e proposta in tre versioni: mela, banana e pera; lampone, mirtillo e fragola; pesca e albicocca. Si tratta di purea e pezzi di frutta in coppetta, con tanto di cucchiaino, senza zuccheri, coloranti o conservanti. L’unico arricchimento è costituito dall’aggiunta di vitamina C.</p>
<p><span id="more-536"></span></p>
<p>Come per la bottiglietta di frullato, le coppette non devono essere conservate in frigo ma resistono a temperatura ambiente. Si tratta quindi di uno snack particolarmente adatto alla merenda dei bambini.</p>
<p><strong>Fresca o surgelata?</strong></p>
<p>Perfettamente sincronizzata con le tendenze in atto, Barilla promuove un maggiore consumo di frutta e dichiara che  una  coppetta è  in grado di coprire 1,5 porzioni di vegetali rispetto al fabbisogno  giornaliero. In etichetta sono indicate esattamente le quantità dei singoli frutti utilizzati, anche se non è così chiaro quando si tratta di materia prima fresca o surgelata.</p>
<p>E&#8217; interessante notare quanto scritto sull&#8217;etichetta laddove si dice che  <em> «La frutta viene lavorata “in stagione” durante la campagna e poi conservata sottoforma di frutta, attraverso un processo di surgelazione istantanea (</em><em>IQF</em><em>) come puree surgelate o succhi concentrati surgelati. Questi processi garantiscono il mantenimento della frutta nel tempo senza importanti alterazioni dei macronutrienti e delle proprietà organolettiche».</em></p>
<p>Nel processo industraile si inende anche l’aggiunta di vitamina C.  Questo arricchimento è molto diffuso nel caso di prodotti indirizzati ai bambini e ai ragazzi, ed è anche necessario per reintegrare la vitamina che si è persa con la surgelazione e la pastorizzazione.</p>
<p><strong>Più mela e banana che altro</strong></p>
<p>Analizzando la lista degli ingredienti e le grammature utilizzate per  confezionare il frullato, si evidenzia subito la prevalenza della mela e  della banana. La brochure già citata offre però una spiegazione: «<em>La mela e la banana, nell’ambito della ricettazione finale rispondono  al bisogno di ottenere i frullati più buoni &#8230; ».</em> Davvero questi due frutti  migliorano il sapore? Sicuramente rendono il prodotto più denso e sono poco acidi. Tuttavia, anche se   la  scritta in etichetta dice  “frutta al cucchiaio con….”  e quindi  rispetta la normativa  il consumatore si aspetta  una presenza maggiore dei frutti fotografati  sulla confezione  (e non di mela e banana) la cui presenza oscilla  dal  28 al 35%.</p>
<p><strong>Una merenda costosa</strong></p>
<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3605/5812639480_978917243d_m.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3605/5812639480_978917243d_m.jpg" alt="" width="210" height="240" /></a>Altro tasto dolente è il prezzo: con 1,45 euro a coppetta, una merenda di questo tipo diventa piuttosto elitaria. Per di più, il prezzo al kg è paragonabile a quello dei frutti di bosco freschi, ma anche nelle coppette con frutti di bosco, la percentuale di questi frutti è troppo bassa. E comunque la freschezza manca del tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="4" valign="top"><img src="http://www.ilfattoalimentare.it/assets/images/FRUTTA%20E%20VERDURA/sdf_pesca_albicocca_fc_pack.png" alt="" width="154" height="126" /></td>
<td valign="top"><strong>Storie di frutta </strong>&nbsp;</p>
<p><strong>Frutta al cucchiaio</strong></td>
<td valign="top"><strong>Ingredienti</strong></td>
<td rowspan="4" valign="top">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prezzo rilevato 2,89€ confezione/ 12,57€ al kg/ 1,45€ a vasetto</p>
<p>(Esselungaacasa.it)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>con mela, pera a banana</strong>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Purea di frutta con pezzi   di pera Williams e vitamina C.</td>
<td valign="top">Purea di mela 51,5%, pezzi e purea di pera 34% (pezzi di   pera Williams 20%, purea di pera 14%) purea di banana 8%, succo concentrato   d’uva, succo concentrato di litchi, vitamina C 0,032%.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>con lampone, mirtillo e fragola</strong>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Purea di frutta con   mirtilli interi e vitamina C.</td>
<td valign="top">Purea di mela, pezzi e puree di frutti rossi 28,2%   (mirtilli 10%, lamponi 7%, purea concentrata di lampone 6,8%, purea di   fragola 2,9%, purea di mirtilli 1,5%), succo concentrato d’uva, purea di   banana, succo concentrato di sambuco, vitamina C 0,031%.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>con pesca e albicocca</strong>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Purea di frutta con pezzi   di pesca e vitamina C.</td>
<td valign="top">Purea di mela, pezzi e puree di frutti gialli 35% (pezzi   di pesca 20%, purea di pesca concentrata 14%, purea d’albicocca 1%), succo   concentrato d’uva, purea di banana, vitamina C 0,028%.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="4" valign="bottom"><strong>Informazioni   nutrizionali </strong>&nbsp;</p>
<p><strong>Storie di   frutta mela, pera e banana</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom"><strong> </strong></td>
<td valign="bottom"><strong>Per 100 g</strong></td>
<td valign="bottom"><strong>Per porzione 115 g</strong></td>
<td valign="bottom"><strong>%GDA*</strong>&nbsp;</p>
<p><strong>Per porzione</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Valore energetico</td>
<td valign="bottom">72</td>
<td valign="bottom">82</td>
<td valign="bottom">4%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Grassi</td>
<td valign="bottom">0</td>
<td valign="bottom">0</td>
<td valign="bottom">0%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">di cui saturi</td>
<td valign="bottom">0</td>
<td valign="bottom">0</td>
<td valign="bottom">0%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Carboidrati</td>
<td valign="bottom">16,8</td>
<td valign="bottom">19,3</td>
<td valign="bottom">7%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">di cui zuccheri</td>
<td valign="bottom">14,4</td>
<td valign="bottom">16,6</td>
<td valign="bottom">18%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Proteine</td>
<td valign="bottom">0,4</td>
<td valign="bottom">0,5</td>
<td valign="bottom">1%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Fibra</td>
<td valign="bottom">1,5</td>
<td valign="bottom">1,7</td>
<td valign="bottom">7%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Sodio</td>
<td valign="bottom">0,005</td>
<td valign="bottom">0,006</td>
<td valign="bottom">0%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Vitamina C**</td>
<td valign="bottom">32</td>
<td valign="bottom">36,8</td>
<td valign="bottom">40-60%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>*calcolato dall’autore</p>
<p>** l’azienda indica nel 40% la percentuale di vitamina C. In base ai valori raccomandati a livello europeo riportati dal The European Food Information Council la percentuale è del 60%</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;amaro volto dell&#8217;aspartame</title>
		<link>http://www.stilesano.it/2011/06/08/lamaro-volto-dellaspartame/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 18:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.sa Lucia Palmieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[A parole nostre...]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Aspartame]]></category>
		<category><![CDATA[dolcificanti]]></category>

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		<description><![CDATA[Si tratta del dolcificante artificiale più diffuso al mondo, e già da 10 anni il centro Ramazzini ha documentato la sua cancerogenicità sugli animali. Eppure nulla si muove e l&#8217;aspartame è presente oggi in oltre 6.000 prodotti tra alimenti, bevande e farmaci. Anche questo ultimo e recente lavoro pubblicato da poco sull&#8217;American Journal of Industrial Medicine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3168/2750892937_57e635f1cb_m.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3168/2750892937_57e635f1cb_m.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Si tratta del dolcificante artificiale più diffuso al mondo, e già da  10 anni il centro Ramazzini ha documentato la sua cancerogenicità sugli  animali. Eppure nulla si muove e l&#8217;aspartame è presente oggi in oltre  6.000 prodotti tra alimenti, bevande e farmaci.</p>
<p>Anche questo ultimo e recente lavoro <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20886530" target="_blank">pubblicato da poco sull&#8217;<em>American Journal of Industrial Medicine</em></a> ha  documentato l&#8217;incremento molto elevato di cancro del fegato e del  polmone in animali (ratti di entrambi i sessi e topini maschi) che  entravano in contatto con l&#8217;aspartame (E951) fin dalla vita intrauterina  (ovvero quando la loro madre usava il dolcificante durante la  gravidanza) (Soffritti M et al, Am J Ind Med. 2010 Dec;53(12):1197-206).</p>
<p>Ci si domanda dove stia il senno. <span id="more-532"></span></p>
<p>Pensiamo che oggi i farmacisti  ricordano alle donne in gravidanza che non devono prendere neanche la  Vitamina C senza l&#8217;espressa indicazione del medico, mentre per  l&#8217;assunzione dell&#8217;aspartame ci si accontenta di una norma che dispone di  scrivere ad esempio sulle bibite a zero calorie (dolcificate  artificialmente) che sono sconsigliate alle donne in gravidanza e ai  bambini piccoli.</p>
<p>Provate a comperare in un bar una lattina di  qualsiasi bevanda dolcificata artificialmente e provate a capire quanto  sia tenuto in considerazione questo aspetto. Lo capite dalla facilità  con cui leggerete l&#8217;indicazione; introvabile, illeggibile e minuscola.</p>
<p>Fa  parte di uno dei paradossi della Scienza, che si permette di assalire e  denigrare pratiche come l&#8217;omeopatia ma accetta l&#8217;utilizzazione  addirittura nei farmaci di sostanze documentatamente pericolose, senza  fare quasi nulla per impedirlo. La storia dell&#8217;aspartame è troppo  connessa a realtà politiche e di lobby perché qualcuno riesca a  districarla senza calpestare interessi commerciali miliardari; nei link  sulla destra sono riportati articoli in cui Eurosalus ha già discusso  negli anni passati di questo tema.</p>
<p>Il vero problema degli studi  del Ramazzini è che gli stessi effetti si stanno studiando e verificando  anche per altri tipi di dolcificanti artificiali e naturali, come il  sucralosio, l&#8217;acesulfame e la stevia. Il problema quindi non è solo  nella singola sostanza ma nella relazione  con il tentativo di  dolcificare, sempre e comunque. Il segnale della dolcificazione può  realmente essere pericoloso.</p>
<p><a href="http://farm1.static.flickr.com/35/119909740_cb29f3a52b_m.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm1.static.flickr.com/35/119909740_cb29f3a52b_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Cosa fare? Continuare a sperare che i  nostri governanti facciano scelte per la salute e non solo per il  denaro e finché non si realizzerà questa utopia aprire gli occhi e le  orecchie e difendere se stessi e i propri cari con scelte consapevoli,  come il caffè amaro o il tè con il suo gusto naturale oppure mangiando  un frutto fresco anziché una merendina. Non è  troppo complicato&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Giù lo zucchero dalle merende!</title>
		<link>http://www.stilesano.it/2011/05/11/giu-lo-zucchero-dalle-merende/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 09:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.sa Lucia Palmieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[La Lega Vita e Salute con il suo mensile lancia una campagna di sensibilizzazione per chiedere ai grandi produttori di alimenti per la colazione e merenda di ridurre sensibilmente la quota di zuccheri contenuti. Secondo i dati diffusi dalla Comunità Europea, l’Italia detiene il triste primato europeo del numero di bambini sovrappeso o obesi: quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div><strong><span style="color: #990000; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><br />
</span></strong></div>
<p><!-- p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }a:link, span.MsoHyperlink { color: blue; text-decoration: underline; }a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed { color: purple; text-decoration: underline; }p { margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }div.Section1 { page: Section1; } --></p>
<p>La Lega Vita e Salute con il suo mensile lancia una campagna di sensibilizzazione per chiedere ai grandi produttori di alimenti per la colazione e merenda di ridurre sensibilmente la quota di zuccheri contenuti.<br />
Secondo i dati diffusi dalla Comunità Europea, l’Italia detiene il triste primato europeo del numero di bambini sovrappeso o obesi: quasi 4 su 10 &#8211; tra i 6 e i 9 anni &#8211; sono troppo grassottelli.<br />
E tutto questo alla faccia della tanto sbandierata «dieta mediterranea». <span id="more-527"></span><br />
Ripartire da una sana alimentazione che riduca le calorie, con minor presenza di grassi e zuccheri, è una delle priorità assolute per evitare che la piaga dell’obesità si estenda in modo irreversibile.<br />
La Lega Vita e Salute con il suo mensile lancia una campagna di sensibilizzazione per chiedere ai grandi produttori di alimenti per la colazione e merenda di ridurre sensibilmente la quota di zuccheri contenuti. <a href="http://www.vitaesalute.net/firma.asp"><em>FIRMA QUI: </em>http://www.vitaesalute.net/firma.asp</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Per far funzionare anche &#8230;.una dieta&#8230;.</title>
		<link>http://www.stilesano.it/2011/02/27/per-far-funzionare-anche-una-dieta/</link>
		<comments>http://www.stilesano.it/2011/02/27/per-far-funzionare-anche-una-dieta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.sa Lucia Palmieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[entusiasmo]]></category>
		<category><![CDATA[far funzionare una dieta]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[progettualità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;tra  le tante altre cose della vita&#8230;.forse può essere utile sapere (o magari ricordare) che&#8230;.è importante essere ottimisti! Essere ottimisti siginfica nutrire forti aspettative  che,  in generale,  gli eventi della vita volgeranno al meglio nonstante i fallimenti e le frustrazioni. L&#8217;ottimismo è un atteggiamento che impedisce all&#8217;individuo di sprofondare  nella depressione e di scivolare nell&#8217;apatia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2606/3921721977_95f22af3c9_m.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2606/3921721977_95f22af3c9_m.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>&#8230;tra  le tante altre cose della vita&#8230;.forse può essere utile sapere (o magari ricordare) che&#8230;.è importante essere ottimisti!</p>
<p>Essere ottimisti siginfica nutrire forti aspettative  che,  in generale,  gli eventi della vita volgeranno al meglio nonstante i fallimenti e le frustrazioni.</p>
<p><span id="more-507"></span>L&#8217;ottimismo è un atteggiamento che impedisce all&#8217;individuo di  sprofondare  nella depressione e di scivolare nell&#8217;apatia di fronte a  situazioni difficili.</p>
<p>Molte volte nel corso del mio lavoro mi sono trovata di fronte  a persone  che intraprendevano l&#8217;ennesimo tentativo di dieta senza alcuna speranza negli occhi, sapendo già che anche stavolta sarebbe andata male nel giro di poco tempo&#8230;e alla mia domanda :&#8221; Ma la sua motivazone a cambiare da 1 a 10 quant&#8217;è?&#8221; La risposta spesso era: &#8220;Per ora quasi 10 ma non posso garantire per  giorni che verranno&#8230;&#8221;. E capite bene che con queste premesse non si va molto lontano&#8230;ci si predispone già al fallimento&#8230;</p>
<p>Martin Seligman,  psicologo della Pennsylvania University,  definisce l&#8217;ottimismo sulla base del modo in cui gli individui spiegano a se stessi  i propri insuccessi e i propri fallimenti. Gli ottimisti attribuiscono il fallimento a dettagli che possono essere modificati in modo da garantirsi buoni o migliori risultati nei tentativi futuri, mentre i pessimisti si assumono di persona la colpa dell&#8217;insuccesso&#8230;ad esempio, di fronte a una delusione (come assistere al fallimento di una dieta) gli ottimisti  tendono a reagire attivamente e con un atteggiamento pieno di speranza, formulando un piano di azione o cercando l&#8217; aiuto e il consiglio di qualcuno; essi in sintesi cosiderano l&#8217;insuccesso  come qualcosa a cui si può porre rimedio. I pessimisti, invece, reagiscono al fallimento dando per scontato  il fatto di non poter far nulla perchè le cose vadano meglio la volta successiva;  costoro non fanno nulla per risolvere il problema  e si predisporranno al nuovo tentativo con la medesima rassegnazione perchè dentro di loro  lo attribuiscono in realtà ad una carenza personale che li affliggerà per sempre.</p>
<p>E allora? nessuna soluzione? In realtà la forma mentis positiva o negativa può benissimo dipendere dal temperamento innato; alcune  persone quindi tendono naturalmente verso l&#8217;uno o l&#8217;altro atteggiamento.</p>
<p>Ma il temperamento può essere modificato dall&#8217;esperienza&#8230;cioè l&#8217;ottimismo e l&#8217;entusiasmo possono essere appresi&#8230;.e per questo esiste una  &#8220;ginnastica&#8221; un allenamento preciso&#8230;dobbiamo impostare un miglior  dialogo interiore&#8230;..Tuttavia,  a volte questo dialogo interiore è talmente veloce e automatico che,  senza esserne consapevoli, invece di potenziarci, spesso, ci deprime. E  questo accade perché la comunicazione con noi stessi ha una sua  specifica «grammatica», diversa da quella che usiamo normalmente per  esprimerci con gli altri.</p>
<p><a href="http://farm2.static.flickr.com/1364/1346041247_f6d8729072_m.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm2.static.flickr.com/1364/1346041247_f6d8729072_m.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Come  afferma Massimo Piovani in &#8220;Dialogo con IO&#8221; <strong>ciò che esprimiamo lo imprimiamo</strong>.  Infatti, nel preciso istante in cui pronunciamo  una parola dentro di noi,  creiamo  nella mente l’immagine del significato della parola che volevamo   comunicare e ciò suscita dentro di noi  sensazioni ed emozioni; che  possono essere positive o negative, a seconda di come si comunichi.</p>
<p>Analizziamo allora qualche stratagemma utile al miglioramento della nostra comunicazione interiore.<br />
<strong>La grammatica interna </strong><br />
<strong>1. Utilizzare parole come «no, non …»</strong>. Se nel tuo dialogo interiore ti esprimi con espressioni di questo tipo («<em>Non devo</em> mangiare troppo altrimenti ingrasso». «<em>Non posso</em> pensare sempre a quell’individuo, perché altrimenti continuerò a rodermi il fegato», ecc.), vuol dire che <strong>stai programmando la tua mente su ciò che non vuoi </strong>e,  paradossalmente, otterrai proprio le cose di cui ti lamenti. Ecco  perché molte persone continuano a ripetere nella loro vita sempre lo  stesso errore. Ricordati che il dialogo interiore condiziona la tua  mente inconscia e che quest’ultima non sa leggere la negazione. Una  prova? Prova a <strong>non pensare a un gatto nero</strong>.  Come è andata? Ci sei riuscito? Impossibile, perché nell’istante stesso  in cui hai letto o pronunciato la parola «gatto», la tua mente avrà,  comunque, creato un’immagine di quell’animale.<br />
Quindi, se mentre parli con te stesso ti imponi, anche  involontariamente, di cercare difficoltà, dispiaceri o delusioni,  inevitabilmente le troverai. Ora che lo sai, devi imparare a focalizzare  i tuoi pensieri con più sapienza e saggezza. Ogni volta che ti  accorgerai di sentirti dire «no», «non voglio» o «non posso», poniti  questa domanda: <strong>«E allora, cosa voglio esattamente?»</strong>.  Un quesito che ti spingerà a ricercare nuove parole più stimolanti e a  focalizzarti su ciò che vuoi e non più su ciò che non vuoi. In questo  modo avrai fatto il primo passo verso una migliore comunicazione con te  stesso.<br />
<strong>2. Uso del condizionale</strong>. È incredibile con quanta facilità si usa il condizionale per imprimere al cervello gli obiettivi ai quali aspiriamo («<em>Dovrei</em> trovare una soluzione a questo problema perché così non si può andare avanti»; «<em>Dovrei</em> cambiare lavoro»; «<em>Dovrei</em> smettere di fumare»; ecc.). Se vuoi migliorare, <strong>devi parlarti al tempo presente e trasformare i «dovrei» in «devo»</strong> («<em>Devo</em> trovare una soluzione a questo problema»; «<em>Devo</em> cambiare lavoro»; «<em>Devo</em> smettere di fumare»).<br />
<strong>3. Usare il futuro</strong>. Come affermano  Smith e Assaraf, «la nostra mente inconscia percepisce ogni cosa come se  accadesse al presente. Non possiede il concetto di un futuro che  diventerà presente; poiché per lei <strong>tutto è presente</strong>». Per questo motivo, se dici a te stesso: «Quando <em>perderò</em> i miei chili di troppo mi <em>sentirò</em> un’altra persona», per il tuo inconscio quest’azione accadrà sempre nel  futuro, quindi mai. Per comunicare meglio con te stesso, parlati al  presente («Quando <em>perdo</em> i miei chili di troppo <em>sono</em> una persona migliore»).<br />
<strong>4. Imprimere incertezze</strong>. Ciascuno di  noi, prima di compiere diciassette anni, ha sentito mediamente la frase:  «No, non puoi» circa 150 mila volte. Al contrario, l’espressione «sì,  puoi» solamente 5.000 volte. Trenta no per ogni sì. Ecco perché, spesso,  molte persone sono programmate per affermare: «Io non posso!».</p>
<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5056/5435075145_538f6543c2_m.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm6.static.flickr.com/5056/5435075145_538f6543c2_m.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Le convinzioni che le persone  nutrono  sulle  proprie capacità  hanno un profondo effetto su queste ultime&#8230;.quindi seminiamole bene e avremo un raccolto emozionante</p>
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