gabbie più grandi per le galline

C'è sempre una notizia buona e una brutta, o meglio c'è sempre un rovescio della medaglia La buona notizia.


Dal primo gennaio nell’Ue sono state bandite le gabbie da batteria per le galline ovaiole: trappole da uno spazio pari a un quadrato di 23,5 centimetri di lato per esemplare. A dire il vero, le gabbie non sono state abolite, ma solamente ampliate pari a un quadrato con lato di 45 centimetri e devono contenere nido per deporre le uova, posatoio largo almeno 15 centimetri e lettiera per razzolare. Comunque meglio di niente, anche se non tutti i Paesi Ue si sono adeguati, come l’Italia (e ti pareva). Siamo però in buona compagnia: Francia, Spagna, Polonia, Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia, Olanda, Portogallo e Romania rischiano tutte procedure d’infrazione da parte dell’Ue.


A parte queste premesse, c’è stata una cauta soddisfazione da parte delle organizzazioni ambientaliste e per il benessere animale e coloro che combattono i metodi di allevamento industriale.


Ora arriviamo alla brutta notizia.


A causa del nuovo regolamento, le spese di adeguamento affrontate dai produttori ha fatto sì che i prezzi delle uova quadruplicassero. Inoltre il costo delle preparazioni per l’industria (uova in polvere, sciroppi, concentrati ecc.) è aumentato del 70%. Molte industrie produttrici di snack, merendine, torte, biscotti... hanno affermato che ricorreranno a prodotti derivati dalle uova di provenienza extraeuropea come Messico, Brasile, India.


In teoria ciò sarebbe illegale, ma alcune industrie lo hanno dichiarato bellamente al quotidiano The Guardian. A prova che in un mondo globalizzato, anche provvedimenti a livello continentale sono facilmente aggirabili. E ancora, si stima che quest’anno la produzione di uova in Europa calerà del 5%. Quindi sempre più si ricorrerà all’importazione.


Infatti molti produttori non sono stati in grado di affrontare le spese di adeguamento alla nuova direttiva Ue. Come in Spagna, dove si stanno macellando le galline ovaiole con il risultato che il Paese iberico da esportatore è diventato importatore di uova.

«... la medicina venne distinta in tre branche: una curava con le buone regole del vitto, l'altra coi medicamenti e la terza infine con la chirurgia... delle tre parti di cui è composta la medicina, quella che cura le malattie mediante il vitto, pur essendo la più difficile è anche la più splendida e perciò ci porremmo primamente a ragionar di questo...» Aulo Cornelio Celso - medico romano del I secolo d.C. "De re medica" libro I