Cibo e insonnia...

Il sonno è un toccasana per il sistema immunitario. Troppo spesso chi dorme poco o ha una cattiva qualità del sonno ha ricadute  su obesità, diabete, artrite reumatoide e malattie virali. Per questo non possiamo ignorare i modi per ottenere un buon riposo<!--more-->


Molte volte nella mia inchiesta alimentare alla domanda: "Lei ritiene il suo sonno ristoratore, adeguato, scarso o  del tutto insufficiente?" mi trovo di fronte uno sguardo incuriosito quasi avessi fatto questa domanda per pura curiosità...invece cari miei, il sonno ha effetti importanti sull’equilibrio, anche ormonale, dell’organismo; gli ormoni coinvolti sono in particolare due: la melatonina e il cortisolo, quest'ultimo è  l’ormone dello stress la cui produzione diminuisce nelle ore serali per poi riprendere in modo da consentire il risveglio.


I dati precisi parlano chiaro, chi dorme meno di 6 ore rischia fino al 35% di ingrassare fino ai 5 chili nell’arco di 6 anni, mentre chi dorme sopra le 9-10 ore a notte, ha un rischio del 25% di ingrassare. Gli esperti da sempre consigliano di dormire quelle 7-8 ore a notte, l’ideale per mantenersi in forma. Inoltre, secondo Julie Lumeng, ricercatrice nel Dipartimento di Pediatria all'Università del Michigan: "Ogni ora aggiunta di riposo nei bambini di età compresa fra gli 8 e i 9 anni riduce del 40% la possibilità di farli diventare obesi intorno agli 11, 12 anni".


Sappiamo che le interruzioni del sonno provocano un aumento dei livelli ematici di cortisolo, con effetti sulla risposta immunitaria, sulla capacità dell’organismo di far fronte all’ipoglicemia e sul controllo dell’appetito. Per quanto riguarda la melatonina, siamo abituati a considerarla un rimedio naturale contro l’insonnia, mentre il suo ruolo è molto più complesso. La melatonina è soprattutto fondamentale per indirizzare la risposta del sistema immunitario, particolarmente nei pazienti che hanno fatto uso di farmaci immunosoppressori come il cortisone. Il che non significa che non si possa assumerla per dormire meglio, soprattutto se il problema riguarda un risveglio precoce: è questa infatti la fase del sonno su cui agisce in particolare la melatonina. Però è meglio scegliere dosaggi minimi, nell’ordine dei nano o dei pico grammi: sono questi, secondo le ultime scoperte della medicina biologica, i dosaggi realmente efficaci.


Gli eventi ormonali: alterazioni di leptina, grelina e forse altri ormoni determinano maggiore senso di fame e variazioni nel dispendio di energie. Uno studio  condotto presso l'Univesità di Chicago ha spiegato meglio come, 12 uomini che ha dormito solo 4 ore a notte hanno avuto un aumento dell'appetito, del 24 %  e ha anche mostrato una diminuzione del livello dell'ormone leptina, che fornisce sensazioni di sazietà al cervello. I livelli della grelina, l'ormone che innesca il senso della  fame, in crescita del 28 % e questo spesso  aumenta la richiesta di .... voglia di caramelle, biscotti e dolci....


Alcuni cambiamenti nelle abitudini e nello stile di vita fanno sì che i bambini e gli adolescenti vadano a letto sempre più tardi, e sempre più stressati, e debbano alzarsi presto al mattino per andare a scuola. A tutto questo si aggiunge il fatto che il soprappeso peggiora la qualità del sonno, instaurando un circolo vizioso da cui diventa sempre più difficile uscire.


Più in generale, per recuperare un buon sonno serve un approccio globale: L’insonnia non è propriamente una malattia, ma più precisamente una serie di squilibri, per esempio dell’apparato digerente o delle vie urinarie, oppure ha alla base uno stato di ansia, La nostra salute dipende da un insieme di comportamenti che riguardano l’esercizio fisico, l’alimentazione e soprattutto il nostro stato d’animo. Per risolvere problemi di insonnia dobbiamo lavorare sul nostro dialogo interiore, spesso siamo noi stessi a dirci che dormiremo male, favorendo così un sonno perturbato. Il nostro sistema di credenze interne è importantissimo: paradossalmente, anche una tazzina di caffè può aiutarci a riposare bene, se siamo convinti che avrà questo effetto.

«... la medicina venne distinta in tre branche: una curava con le buone regole del vitto, l'altra coi medicamenti e la terza infine con la chirurgia... delle tre parti di cui è composta la medicina, quella che cura le malattie mediante il vitto, pur essendo la più difficile è anche la più splendida e perciò ci porremmo primamente a ragionar di questo...» Aulo Cornelio Celso - medico romano del I secolo d.C. "De re medica" libro I