Con l'esercizio fisico vinciamo l'obesità genetica e l'invecchiamento

Che ci posso fare? I miei  nonni erano obesi,  i miei genitori lo sono e qundi il mio destino è segnato....sigh. E vissero tutti obesi e scontenti!


Ma è proprio così la storia? E' proprio vero che davanti ad un'obesità genetica non ci possiamo opporre? E' davvero una condanna inappellabile? Sembrerebbe proprio di NO ! ...state un pò a sentire....


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Secondo i risultati di una ricerca britannica, l’obesità può essere efficacemente sconfitta, e sapete con quali armi ? Indovinate un po? Sport ed esercizio fisico!! Quindi se c'è una coa che si può ereditare è ....la predisposizione alla pigrizia....Ma ora se proviamo a smetterla di nasconderci dietro la scusa della genetica e ci armiamo della giusta dose di volontà, gli


esercizi fisici si dimostraranno un vero toccasano contro la fame nervosa e il sovrappeso.


E poi francamente, quanti di voi, prima ancora di leggere quest'articolo o di  sapere di questa ricerca scientifica non hanno potuto vedere con i loro occhiche persone che cominciavano a correggere l'alimentazione e a praticare uno sport,  pur avendo un "parentado  obeso" non traevano vantaggi significativi sin dall'inizio? Ma convinciamoci meglio....


Secondo il team di studiosi dell’università di Cambridge, che hanno condotto la ricerca e  pubblicato su Plos Medicine, almeno il 40% del grasso corporeo in eccesso, legato alla presenza di prticolari geni, può essere efficacemente eliminato con una sana dieta, ma soprattutto con l'esercizio fisico.


Sono  state coinvolte più di 20 mila le persone  nello studio, di età compresa tra i 39 e i 79 anni,   queste sono state sottoposte a una serie di esami  specifici per individuare la presenza o meno di 12 marker genetici caratteristici dell’obesità.


Alle  persone coinvolte nello studio è stato anche chiesto di compilare un questionario sulle loro abitudini alimentari e sull’attività fisica. La conclusione dei ricercatori? Ogni variante genetica conferisce circa 445 grammi in più di peso corporeo, ma la cifra scende a 379 nei più sportivi e sale a 592 nei più sedentari.


E non è tutto? L'esercizio fisico, il movimento, ma più di tutto la   semplice camminata è  il modo  migliore per preservare mente e corpo. Anzi, ad esser più precisi a preservare  il corpo e la mente dall'invecchiamento.  Sono sufficienti  40 minuti di passeggiata due o tre volte la settimana e la mente si mantiene giovane e allenata.


Proprio così, la formula vincente, quando si tratta di cervello giovane e fisico allenato è:  mantenersi in movimento! No quindi a sport estremo, nè sudate mirabolanti o sforzi eccessivi, è sufficiente effettuare un esercizio fisico moderato,  come una passeggiata di circa 40 minuti tre volte la settimana.


Allora la conclusione è che è meglio tenere a bada la pigrizia, organizzarsi con 3/4  sedute in palestra o con un personal trianer per chi nota una predisposizione genetica all'obesità, e per un buon mantenimento armarsi di calzature comode e..... muoversi, perchè, secondo gli esperti statunitensi, è proprio la giusta dose di passeggiate a salvare la salute del cervello e a contrastarne l’invecchiamento.


Infatti, il monitoraggio dei risultati ottenuti durante la ricerca sul gruppo di persone coinvolte ha lasciato poco spazio ai dubbi: la risonanza magnetica eseguita un anno dopo ha mostrato che la connettività cerebrale era significativamente aumentata nei più anziani che avevano scelto le passeggiate.


Chiaramente la condicio  sine qua non perchè questo si verifichi è impostare CONTEMPORANEAMENTE un sano e più equilibrato regime alimentare....e poi anche voi potrete dire:  " si perchè io non a 50 ma a 70 anni taggo!"  Touchè Fiorello !

«... la medicina venne distinta in tre branche: una curava con le buone regole del vitto, l'altra coi medicamenti e la terza infine con la chirurgia... delle tre parti di cui è composta la medicina, quella che cura le malattie mediante il vitto, pur essendo la più difficile è anche la più splendida e perciò ci porremmo primamente a ragionar di questo...» Aulo Cornelio Celso - medico romano del I secolo d.C. "De re medica" libro I