Attenzione all'etichetta dei cibi biologici

Occhio all’etichetta: cambia il regolamento del bio!


Il primo gennaio è cambiato il regolamento del biologico. Volete sapere quali sono le novità più interessanti per i consumatori? Risponde  Venetia Villani, direttrice della rivista Cucina Naturale.


Intanto la cosa più visibile è che adesso i prodotti possono chiamarsi "biologici", mentre il regolamento precedente imponeva che si indicasse da "agricoltura biologica",  ora è possibile usare l'aggettivo "biologico".


Allora troveremo presto sulle etichette scritte come latte biologico, pasta biologica, e così via, e questo renderà tutto più immediato e più facile per i consumatori.<!--more-->


Altra regola importante introdotta è che queste parole sono ancora più protette. Prima un’azienda non biologica poteva chiamarsi “biofragole” piuttosto che “ecologica pincopallino” e riportarlo in etichetta. Ora non è più possibile. Un’azienda può avere un nome che fa riferimento al biologico, all’organico o all’ecologico solo se produce biologico certificato.


Ci saranno allora maggiore garanzie sia per il consumatore che per il produttore perchè non ci si può spacciare per produttori bio quando non lo si è.


Altri cambiamenti importanti?


Fino al 2008 si potevano produrre alimenti con una percentuale tra il 70 e il 95 per cento di ingredienti bio. Questa categoria ora non esiste più: un prodotto biologico deve contenere almeno il 95 per cento di ingredienti da agricoltura biologica. Questo non  significa che si possa produrre, ad esempio, un riso per il 95 per bio e il 5 per cento non bio! Quel 5 per cento di non bio consentito è sempre e solo riferito a ingredienti che è ancora difficile reperire come biologici in Europa, come certe spezie particolari. Si tratta sempre e comunque di ingredienti presenti in piccolissime percentuali.


Altra novità è che si possono introdurre ed evidenziare in etichetta singoli ingredienti biologici. Ciò significa che anche se un prodotto non è etichettato come bio, sarà possibile verificare se nell’elenco degli ingredienti ce n’è uno biologico. Questa è un’innovazione per i prodotti che non possono per definizione essere biologici, come ad esempio i funghi spontanei o i prodotti della pesca. L’esempio più eclatante è quello che riguarda il tonno sott’olio: stanno cominciando a comparire sul mercato confezioni di tonno in olio extravergine di oliva biologico.


Infine va detto che questo nuovo regolamento considera il biologico in maniera “olistica”, perché riconosce il suo importante ruolo nei confronti dell’ecologia, dell’ambiente e del territorio. E questa è sicuramente un’ottima cosa.

«... la medicina venne distinta in tre branche: una curava con le buone regole del vitto, l'altra coi medicamenti e la terza infine con la chirurgia... delle tre parti di cui è composta la medicina, quella che cura le malattie mediante il vitto, pur essendo la più difficile è anche la più splendida e perciò ci porremmo primamente a ragionar di questo...» Aulo Cornelio Celso - medico romano del I secolo d.C. "De re medica" libro I